È l’uscita dall’inferno, metafora di un luogo tossico e opprimente. Le fiamme definiscono ciò che viene lasciato alle spalle, mentre il grande portone nero ne restituisce la consistenza fisica: una massa materica e gravosa che rende tangibile la condizione da cui la figura si sta separando.
Le braccia aperte e la postura radicata esprimono la riconquista dello spazio. La figura non fugge dalle fiamme: si sottrae alla loro condizione, attraversando una soglia che segna la distanza tra ciò che l’ha trattenuta e la possibilità di una nuova apertura.






